«Rosalía non è una popstar usa e getta, non è una meteora, non è l'ennesima fregatura del mercato latino. Nonostante i suoi appena 25 anni, ci dà una lezione di storia della musica spagnola in undici capitoli, racchiusi sotto il nome di
El Mal Querer.»
Rolling Stone Italia
El Mal Querer non è solo un album, ma è un progetto narrativo e visivo che unisce tradizione e sperimentazione. Rosalía trasforma una storia antica in un linguaggio musicale contemporaneo, raccontando dall'interno una relazione segnata dal controllo, dalla gelosia e dalla violenza emotiva.
IL PROGETTO
Immagine promozionale per El Mal Querer
Pubblicato nel 2018, El Mal Querer è il secondo album in studio di Rosalía. Sin dal debutto è stato accolto come uno dei progetti pop più ambiziosi degli ultimi anni, capace di ridefinire i confini del flamenco aprendolo al dialogo con sonorità urban, elettroniche e sperimentali. Il disco nasce dalla collaborazione con il produttore El Guincho, con cui l'artista catalana costruisce un linguaggio sonoro originale, in cui flamenco e musica elettronica si fondono dando vita a uno stile immediatamente riconoscibile[1].
Se l'album di esordio era più vicino al flamenco tradizionale, El Mal Querer amplia il proprio orizzonte musicale, contaminandosi con numerosi altri generi e risultando meno rigido rispetto al predecessore[2]. Questa apertura ha permesso a un pubblico più ampio di scoprire e apprezzare il talento di Rosalía.
Concepito come un'opera unitaria, l'album si sviluppa attraverso una narrazione continua: i brani non funzionano come singoli isolati, ma come capitoli di un racconto più ampio. Ne emerge un lavoro compatto e stratificato, ricco di riferimenti culturali, simbolici e visivi, che ha rappresentato una svolta significativa nella musica pop spagnola e internazionale.
«Tutto quello che ho, lo lascio qui; sono in rosso, sto rischiando molto. Questo progetto è ciò che ho sempre voluto fare, ho pensato a lungo di creare un album come quello che sto per pubblicare. L'ispirazione del flamenco c'è ancora, ma, allo stesso tempo, è qualcosa di diverso.»
Rosalía en ROSALÍA'18 #001 - Nuevo proyecto (Parte 1)
IL CONCEPT ALBUM
Flamenca: racconto medievale usato come ispirazione per l'album
Il concept di El Mal Querer trova origine nel Roman de Flamenca[3], un racconto medievale che racconta la vicenda di una donna rinchiusa dal marito a causa della sua gelosia ossessiva. Rosalía riprende questa impalcatura narrativa e la rielabora in chiave contemporanea, trasformando la fonte letteraria in un percorso musicale ed emotivo.
El Mal Querer si configura come un universo lucido, progettato e profondamente ricercato: un lavoro minuzioso e, per certi aspetti, radicale. Radicale perché la scelta di indagare e reinterpretare le proprie radici musicali non è scontata per un'artista così giovane. In questo senso, la distanza tra un semplice talento e un artista maturo risiede anche nella quantità di studio, approfondimento e consapevolezza che si è disposti ad affrontare[4].
L'album è articolato in undici capitoli, ciascuno dei quali rappresenta una fase della relazione narrata: dall'intuizione iniziale del pericolo, al controllo e alla violenza emotiva, fino all'annullamento di sé e alla liberazione finale. Il racconto non procede in modo esplicito o didascalico, ma attraverso immagini, simboli e suggestioni, coinvolgendo l'ascoltatore in un'esperienza profondamente immersiva[5].
L'ESTETICA
Front Cover di El Mal Querer
L'immaginario visivo di El Mal Querer è una componente centrale del progetto e contribuisce in modo decisivo alla sua forza espressiva. Gli artwork e le immagini, curati da Filip Custic, costruiscono un'estetica intensa e talvolta disturbante, in cui il corpo diventa simbolo, rito e spazio di tensione. Custic, artista multidisciplinare canario-croato, lavora attraverso oggetti, fotografia e video, sviluppando un linguaggio personale che lui stesso definisce “objetismo”. La sua ricerca unisce scienza, spiritualità, arte e bellezza, ed è da anni riconosciuta a livello internazionale[6].
Per El Mal Querer, Custic realizza una serie di immagini pensate in stretta relazione con ciascun capitolo dell'album, imprimendo ad ogni artwork il proprio segno distintivo. La sua poetica si fonda sull'idea di individuare la bellezza anche nella distruzione, trasformando ogni immagine in un campo di significati stratificati. L'obiettivo dichiarato, come afferma lo stesso artista, è quello di aggiornare l'immaginario visivo spagnolo al XXI secolo[7].
Importante in questo senso è la copertina dell'album: un montaggio fotografico-digitale che raffigura Rosalía come una figura sospesa tra sacro e profano. Ripresa dal basso contro il cielo, l'artista appare come una Madonna contemporanea, richiamando l'iconografia dell'Immacolata, ma anche le rappresentazioni classiche delle divinità femminili greco-romane, come Afrodite e Venere. La nudità, l'aureola reinterpretata come cerchio luminoso e la presenza della colomba - simbolo di purezza, spiritualità e ambiguità simbolica - contribuiscono a costruire un'immagine ibrida, a metà tra icona cristiana, dea pagana e figura angelica[8].
L'immagine dialoga inoltre con la tradizione rinascimentale, evocando l'Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci attraverso la postura delle braccia e l'inserimento del corpo nel cerchio, simbolo del cielo e della dimensione spirituale. In questo intreccio di riferimenti, elementi della tradizione spagnola convivono con soluzioni visive surreali e contemporanee, fatte di pose statiche, sguardi fissi e composizioni fortemente simboliche[9].
In El Mal Querer, dunque, il visual non si limita ad accompagnare la musica, ma ne estende e rafforza il significato, rendendo visibile il conflitto emotivo e simbolico che attraversa l'intero album.
MALAMENTE (Cap.1: Augurio)
Il racconto si apre con un presagio. Malamente introduce l'idea che qualcosa non stia andando nel verso giusto, anche se nulla è ancora esplicitamente accaduto. È l'intuizione iniziale, quella sensazione che precede il disastro e che spesso viene ignorata.
QUE NO SALGA LA LUNA (Cap.2: Boda)
Rosalía mette in scena un matrimonio carico di simboli e tensioni, dove amore e tradizione si intrecciano a dinamiche di possesso e controllo. Tra immagini rituali, riferimenti al lusso e un linguaggio fortemente evocativo, il brano racconta un'unione solo apparentemente celebrativa, segnata da un senso di dipendenza e inquietudine. Il desiderio che la luna non sorga diventa metafora della volontà di tenere nascosta la vera natura del legame, lasciando emergere il lato più oscuro e ambiguo dell'amore narrato.
PIENSO EN TU MIRÁ (Cap.3: Celos)
Lo sguardo diventa controllo. La gelosia prende forma attraverso l'ossessione e la sorveglianza, trasformando il desiderio in possesso.
DE AQUÍ NO SALES (Cap.4: Disputa)
Attraverso immagini dure e ripetizioni ossessive, viene messo in luce il ciclo di violenza mascherato da amore, dando voce a un dolore spesso taciuto e trasformando il brano in una denuncia potente e necessaria.
RENIEGO (Cap.5: Lamento)
Il dolore viene interiorizzato. La protagonista cerca di sopravvivere rinnegando se stessa, adattandosi a una situazione che la consuma, incarnando il tradizionale lamento del flamenco in chiave moderna.
PRESO (Cap.6: Clausura)
È uno sguardo indietro verso un amore tossico e una riflessione su come queste relazioni ti intrappolano e non ti lasciano vedere con chiarezza.
BAGDAD (Cap.7: Liturgia)
Questo è il punto più basso del racconto. Il dolore diventa sacrificio, la sofferenza assume una dimensione quasi religiosa. La voce si spezza, il corpo cede. Usando il famoso locale di Barcellona come metafora di un purgatorio personale, il dolore e la ricerca di redenzione si intrecciano. Rosalía racconta l'isolamento di una donna segnata dall'interiorità, tra rituali flamenco e speranze fugaci, creando un'atmosfera intensa di malinconia e lotta interiore.
DI MI NOMBRE (Cap.8: Éxtasis)
La traccia parla di amore in senso viscerale, dove il desiderio brucia quasi in modo peccaminoso. La donna chiede al suo amante di pronunciare il suo nome in un momento privato, simbolo di un legame esclusivo e vulnerabile. Tra flamenco tradizionale e sonorità moderne, il brano celebra la passione e la connessione autentica.
NANA (Cap.9: Concepción)
Rosalía si colloca in uno spazio emotivo triste, dcon immagini di angeli scalzi e una dimensione senza tempo, esplorando temi di innocenza, perdita e sogni eterei. La canzone è composta da altre due ninna nanne: le prime due righe del verso appartengono a “A la puerta del cielo” e le ultime due provengono da “Duérmete niño chico” di Encarnación Marín La Sallago.
MALDICIÓN (Cap.10: Cordura)
Rosalía esplora le contraddizioni dell'amore, tra desiderio e sofferenza. Il testo descrive un viaggio metaforico senza via d'uscita, dove l'amore è una forza travolgente che può portare alla pazzia ma anche alla liberazione dal dolore emotivo. L'immagine del sangue simboleggia il sacrificio e l'impatto duraturo dell'amore, vissuto come una maledizione da cui è difficile fuggire, nonostante la consapevolezza del suo potere distruttivo.
A NINGÚN HOMBRE (Cap.11: Poder)
È un inno potente di autonomia e resistenza contro il dominio maschile. Racconta la rivendicazione della propria libertà e il rifiuto di ogni controllo esterno, sottolineando che solo Dio può giudicare. Il passaggio da compagno a carceriere simboleggia la perdita di libertà, mentre il tatuaggio diventa un segno di forza e memoria. Un messaggio di identità, potere e resilienza che risuona come un grido di liberazione.
Fonte: Letras.com
L'IMPATTO CULTURALE
Se "Los ángeles" è stato un grande debutto, "El mal querer" mette in mostra una Rosalía sempre più consapevole delle sue capacità e della sua potente presenza: con una vocazione popolare ma anticonformista, accomodante ma provocatoria, è un'opera artisticamente inconfutabile, destinata a definire un'epoca nella musica pop, senza altre etichette a limitarla.
Jenesaispop
La critica ha accolto El Mal Querer come uno dei dischi pop più rilevanti degli ultimi anni. È stato elogiato per l'originalità del progetto, per la sua coerenza narrativa e per la capacità di rinnovare il linguaggio del flamenco. L'album non si limita a ridefinire il ruolo dell'artista pop, ma ne espande i confini, affermandola come autrice e progettista culturale di un immaginario complesso e personale.