Los Ángeles, in spagnolo "Gli Angeli", è l'album di debutto della cantante spagnola Rosalía, prodotto e arrangiato da Raül Refree. È stato pubblicato il 10 febbraio 2017 dalla Universal Music Spain.

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Front Cover di Los Àngeles

Background

Rosalía ha iniziato la sua carriera esibendosi nei tablaos - palchi dedicati al canto e alla danza del flamenco - di Barcellona circa un decennio prima dell'uscita del suo album di debutto. Cresciuta in una famiglia senza alcuna tradizione artistica, dove si ascoltava soprattutto musica in inglese, ha scoperto il flamenco a tredici anni grazie ai suoi amici che ascoltavano Camarón de la Isla. Questo incontro fu un vero e proprio colpo di fulmine: la voce e l'intensità emotiva del flamenco la conquistarono profondamente, spingendola a studiare autonomamente il genere e a immergersi nella scena catalana.


Durante questo percorso, Rosalía ha avuto come maestro José Miguel Vizcaya, detto "El Chiqui de la Línea", che per otto anni l'ha accompagnata nello studio dell'interpretazione del canto flamenco presso l'ESMUC (Escola Superior de Música de Catalunya), un prestigioso istituto musicale che seleziona solo un allievo all'anno in questa disciplina. "El Chiqui" è stato una figura fondamentale per la sua crescita artistica, incoraggiandola a esplorare le radici più antiche del flamenco e a riscoprire interpreti storici spesso poco valorizzati


Il flamenco, riconosciuto come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità, trova in Rosalía una delle sue rappresentanti più autentiche e innovative. Con il suo sguardo profondo e la sua anima libera, la cantante rifiuta etichette e confini musicali, aprendo il flamenco a nuove contaminazioni senza tradire la sua essenza[1].


Nel 2017 Rosalía ha pubblicato Los Ángeles, il suo album di debutto prodotto e arrangiato da Raül Refree, un produttore musicale, musicista e compositore catalano. Si tratta di un lavoro concettuale che ruota attorno al tema universale della morte, un elemento ricorrente nelle tradizioni del flamenco. Il disco raccoglie diversi "palos" (stili) del genere — fandangos, seguiriyas, alegrías, tarantas, malagueñas, e molti altri — in un omaggio intenso e rispettoso alla tradizione, ma al tempo stesso rivolto a una nuova generazione[2].


La collaborazione con Raül Refree è nata da un'intesa artistica perfetta: lui, già noto per aver lavorato con altre voci moderne del flamenco, ha saputo accompagnare Rosalía in un progetto ambizioso e originale, che l'ha consacrata come una vera ambasciatrice del flamenco contemporaneo. Tra le tracce più significative c'è "Paradojas del destino", canzone che chiude l'album e parla anch'essa di morte, così come il primo singolo "Catalina", caratterizzato da un'atmosfera oscura e intensa che si riflette anche nella sua immagine visiva. Nonostante questa cupezza tematica, Rosalía è nota per la sua personalità solare e vivace, che emerge nelle sue interazioni con il pubblico e negli incontri con i fan.


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Rosalía e Raül Refree nella back cover di Los Àngeles

Creazione

La genesi di Los Ángeles nasce dall'incontro tra due artisti che condividono una profonda passione per il flamenco e la sperimentazione. Un'amicizia comune li ha messi in contatto, dando il via a un progetto che sfida i confini della tradizione senza mai rinunciare alle sue radici.


Questo duo si muove sul filo sottile del flamenco, unendo rigore e innovazione con il coraggio di chi osa oltrepassare i limiti imposti dai puristi. Los Ángeles è quindi un lavoro che è flamenco ma anche il suo contrario: un folklore unplugged - musica folk o tradizionale eseguita in modo acustico, senza strumenti elettronici o amplificazioni pesanti - , a tratti rumoroso ed emotivamente intenso, con i piedi ben saldi a terra.


Rosalía, nonostante la giovane età, possiede una profonda conoscenza della tradizione e l'attitudine di chi ama sperimentare; con la sua voce cattura l'ascoltatore con intensità, sia nei momenti più delicati sia quando si libera energicamente sulle ritmiche. Prima di questo album, ha collaborato con realtà importanti come La Fura dels Baus, Chicuelo e Rocío Márquez.


Raül Refree[3], produttore e chitarrista di riferimento nella scena musicale attuale, è noto per il suo approccio creativo e sperimentale. Ha lavorato con artisti di rilievo come Rocío Márquez, Sílvia Pérez Cruz, Kiko Veneno e Lee Ranaldo (Sonic Youth). La sua passione per il flamenco si riflette in uno stile chitarristico unico, che fonde influenze diverse come quelle di Marc Ribot, Ian MacKaye e Pepe Habichuela, creando un suono personale e innovativo.


In Los Ángeles flamenco e sperimentazione camminano mano nella mano, dando vita a un'opera che rispetta la tradizione ma apre nuove strade, confermando Rosalía come una cantante contemporanea dal talento travolgente e Raül come un produttore capace di esplorare e reinventare continuamente i suoni.


Rosalía portrait

Rosalía e Raül Refree

Composizione

Il disco si apre con “Si Tú Supieras Compañero”, un brano che fonde dolcezza e intensità, accompagnato da un delicato arrangiamento in cui la chitarra si eleva insieme alla voce, fino a culminare in un momento di angoscia reso dal violoncello di Joan Antoni Pich.


Tra i pezzi più rappresentativi, “Catalina”, primo singolo dell'album, incarna rabbia, potenza e bellezza, grazie a un arrangiamento perfettamente calibrato da Refree, che guida e sostiene il canto con precisione e “De Plata”, che sorprende con un riff di chitarra potente, quasi rock, mentre Rosalía entra con forza espressiva e virtuosismo vocale[4]. Il video ufficiale di tale singolo ha visto la regia del collettivo cinematografico spagnolo Manson. Il video mostra Rosalía mentre canta camminando e danzando per le strade di Los Angeles, in California, ed è stato pubblicato sul canale YouTube della cantante il 26 maggio 2017. Il video è stato girato su pellicola 16 mm, con l'intento di rappresentare Rosalía come una star classica di Hollywood con sensibilità contemporanea, senza effetti speciali o artifici, puntando su una performance autentica e pura. La scelta del brano e dello stile video è stata ispirata da un'atmosfera “alla Tarantino” e si è voluto mostrare un lato di Rosalía poco noto al grande pubblico[5].


L'album si chiude con un bonus track, “I See A Darkness” di Bonnie “Prince” Billy, una canzone che, pur discostandosi dal filo narrativo, segna l'inizio della collaborazione tra Rosalía e Refree e rappresenta la nascita del progetto.


Nel corso del disco, Rosalía rende omaggio ai cantes - pilastro fondamentale del flamenco insieme al baile e al toque - antichi che ha appreso dal suo maestro Chiqui de la Línea, affrontando con personalità generi come tangos, tarantas, malagueñas, e anche palos “de ida y vuelta” come la milonga e la guajira. Il suo timbro delicato ma incisivo riporta in vita testi storici del flamenco, da fine Ottocento a inizi Novecento, legandosi così a una tradizione ricca e complessa[6].


Raül Refree, pur non essendo un chitarrista flamenco tradizionale, porta nel progetto la sua esperienza eclettica, che spazia da artisti come Kiko Veneno a influenze rock come Black Sabbath. Questa combinazione gli permette di onorare la tecnica flamenca attraverso uno stile personale e innovativo, contribuendo a creare un suono unico che accompagna e valorizza la voce di Rosalía.


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Immagini promozionali per l'uscita di Los Ángeles

Los Ángeles si presenta quindi come un'opera che, partendo dalla tradizione, si spinge oltre, trasformando il flamenco in qualcosa di nuovo e contemporaneo, capace di emozionare e coinvolgere un pubblico vasto e variegato.

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